#04 Campagna diagnostica, tasselli di pulitura e prime fasi di restauro

#04 Campagna diagnostica, tasselli di pulitura e prime fasi di restauro

La fase diagnostica preliminare, eseguita digitalmente, ha permesso di raccogliere altre informazioni fondamentali sullo stato conservativo e sulla tecnica esecutiva dell’opera. Queste sono andate a sommarsi all’analisi dello stato di conservazione eseguita durante lo smontaggio della pala, quando si è potuto constatare che l’opera è stata adattata al telaio e alla mensa d’altare nel corso del tempo. La centina e parte dei margini laterali risultano infatti tagliati, con conseguente perdita di porzioni originarie del dipinto. Si è inoltre riscontrata la presenza di una tela in cotone applicata sul verso, aggiunta prima di collocare la pala nella sua attuale sede con funzione protettiva, per proteggere l’opera da cadute di materiale e infiltrazioni di polvere provenienti dal muro retrostante — un accorgimento raro ma di importante efficacia conservativa. 

La pala del Moncalvo durante l'intervento di restauro

Le analisi non invasive in infrarosso in bianco e nero e in falso colore hanno consentito di approfondire la conoscenza dei materiali impiegati, ipotizzando l’utilizzo di vermiglione per la veste rossa del Cristo e di lacca di garanza per le lumeggiature della veste della Madonna. La tonalità azzurra della veste di quest’ultima risulta invece ottenuta con azzurrite,  seppur oggi appaia con un tono tendente al verde poiché forse lievemente virata in malachite.

In questa stessa fase di analisi – grazie anche all’IR bianco e nero, in parte riconoscibili anche a occhio nudo – sono emerse anche alcune varianti compositive, riconducibili a pentimenti dell’artista, in particolare nelle mani e nel profilo del Cristo, che accoglie la domanda d’intercessione della Vergine. La posizione originaria della mano destra del Cristo risultava leggermente differente, come evidenziato dalle indagini in luce radente e dalle prime prove di pulitura, che hanno messo in luce tracce sottostanti della stesura primitiva. Stessa cosa è stata rilevata in corrispondenza di una delle mani della Madonna, interessata anche da un ritocco localizzato tra mignolo e anulare.

Sono stati quindi eseguiti i tasselli di pulitura, aperti su ciascuna campitura cromatica, campagna che ha mostrato una stratificazione complessa di vernici sovrapposte: sia la vernice più recente sia quella più antica non si sono rivelate particolarmente tenaci, consentendo una rimozione controllata e selettiva.

La pulitura non ha presentato ad oggi particolari complicazioni e sta progressivamente restituendo cromie e punti luce completamente oscurati dai depositi superficiali e dagli strati di vernice ossidata. 

Si è osservato che una seconda stesura di vernice, probabilmente applicata in epoca più tarda per ravvivare la brillantezza generale, era stata posata senza una preventiva pulitura del film pittorico, causando un generale ingrigimento e perdita di leggibilità delle tonalità originali.

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