#03 Madonna degli Angeli con la Porziuncola, opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo

#03 Madonna degli Angeli con la Porziuncola, opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568–1625)

Nel cuore di Torino, più precisamente all’interno della Cappella privata dell’Istituto delle Suore Francescane Angeline di via Giusti 6 a Torino, è custodito un dipinto che racconta secoli di storia: si tratta della pala della Madonna degli Angeli con la Porziuncola, opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568–1625), uno dei protagonisti della pittura piemontese del Seicento.

Le radici di una comunità

Per comprendere il valore di quest’opera, occorre tornare indietro alle origini della congregazione. Le Suore Francescane Angeline nascono nel 1884 a Castelpina, per iniziativa di Chiara Ottavia Ricci e del francescano Innocenzo Gamalero. Fin dall’inizio si legano profondamente alla spiritualità francescana e alla memoria della Porziuncola, piccola chiesa di Assisi cara a san Francesco e alla sua devozione alla Madonna degli Angeli.

Negli anni successivi, tra difficoltà e spostamenti, le religiose trovano a Torino la loro nuova casa. Dopo un primo periodo in via dei Mercanti, nel 1899 si stabiliscono in via Giusti, dove viene costruita la Casa Madre: non solo un edificio, ma un centro vitale di formazione, assistenza e preghiera.

Una pala come segno identitario

È in questo contesto che si colloca la pala del Moncalvo. L’opera raffigura la Vergine Maria che protegge la Porziuncola, circondata da figure angeliche e francescane. Non è un’immagine scelta a caso: rappresenta un ponte tra le radici spirituali delle Angeline e la loro nuova presenza torinese.

Fonti storiche la descrivono, negli anni Quaranta, collocata sull’altare maggiore della cappella, inserita in un apparato neo barocco, inserita in una sottile cornice dorata con una centinatura nella parte superiore.

Trasformazioni e spostamenti

Il tempo, tuttavia, ha segnato importanti cambiamenti: negli anni Sessanta la cappella è stata infatti rimaneggiata, perdendo le decorazioni originarie. La pala è stata incassata in un nuovo spazio, più sobrio e moderno, affiancata da altri due dipinti. Le fotografie d’epoca documentano questo passaggio, permettendoci di tracciare la storia di questo dipinto, ad oggi ancora oggetto di studio e interrogativi.

Un’origine ancora da chiarire

Resta infatti aperta una domanda: da dove proveniva originariamente la pala? Il Moncalvo ha intitolato allo stesso modo tre suoi dipinti – uno dei quali oggi in Galleria Sabauda – ma solamente in questo è presente Santa Chiara, accanto a San Francesco. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che potesse arrivare dalla chiesa di Santa Chiara a Torino, in seguito spogliata delle sue opere. Una “Relazione d’arte sacra” del 1908-09 cita infatti proprio un dipinto del Moncalvo con la Porziuncola in quella chiesa.

Forse un trasferimento, forse una donazione: ciò che è certo è che, all’inizio del Novecento, la pala trova casa presso le Angeline, intrecciando il proprio destino con quello della congregazione.

Una memoria viva

Oggi la pala del Moncalvo, custodita all’ISFA di Torino, non è soltanto un capolavoro pittorico. È una testimone silenziosa di passaggi di secoli, di trasformazioni artistiche e di devozioni che hanno accompagnato la vita della comunità. Attraverso il lavoro di KEART, questa memoria verrà riportata alla luce, restituendo al pubblico non solo l’immagine di un dipinto, ma il racconto di un’identità che continua a rinnovarsi.

La pala del Moncalvo prima dell'intervento di restauro

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